Un’opera inclassificabile
Il titolo Satyricon (genitivo plurale neutro, «delle cose satiriche», dal mondo dei satiri) introduce un’opera che sfugge a ogni categoria. La forma è il prosimetro: alternanza di prosa e poesia, già tipica della satira menippea. Il testo ci è giunto frammentario — conserviamo stralci dei libri XIV e XVI e l’intero libro XV; il numero complessivo dei libri è ignoto, ma l’opera era certamente molto più lunga.
Il protagonista Encolpio racconta in prima persona le sue avventure picaresche, da una città greca della costa campana fino a Crotone, accompagnato dal giovane Gitone (suo amante) e da una galleria di personaggi grotteschi.
I personaggi principali
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La trama (punti salienti)
Il racconto segue Encolpio attraverso una serie di avventure picaresche: un dibattito sulla decadenza dell’oratoria con il retore Agamennone; riti orgiastici in onore di Priapo; il celebre banchetto nella casa di Trimalchione (Cena Trimalchionis); il triangolo amoroso con Gitone e Ascilto; l’incontro con Eumolpo e il viaggio in nave con tempesta; la truffa ai cacciatori di eredità a Crotone; e infine l’impotenza sessuale di Encolpio, che si crede perseguitato dal dio Priapo.